Il linguaggio del colore


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Articolo Ostia Oggi

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La bellezza della casualità
Nato in Libia e vissuto in Veneto e in Sicilia, il pittore ora risiede a Roma.

I segreti della ricerca artistica di Attilio Cusimano - Ostia .
Una barba bianca su di un viso abbronzato. Grandi mani che pigiano i tasti di uno splendente, imponente sax". Tutto il resto è noia" e viene inghiottito dal buio circostante.
Un'atmosfera d'altri tempi, un locale fumoso dove le note del jazz si confondono con il rumore del ghiaccio che batte contro le pareti del bicchiere contenente il drink ambrato. Questo è ciò che immaginiamo quando ci troviamo di fronte al quadro "Peter Brotzman" di Attilio Cusimano.
Anche l'autore è uomo d'altri tempi, non ama parlare delle proprie vicende private ma preferisce puntare l'attenzione sulle due diversissime realtà in cui ha vissuto; il Veneto e la Sicilia.
Un pensiero è poi sempre rivolto alla Libia sua terra natia; così, tra un musicista ed un porto, trova sempre tempo per dipingere un Tuareg, ricordo d'infanzia. Da sotto il velo indaco, gli occhi del berbero sono lucenti, malinconici e profondi; e non deve sorprendere l'espressione suddetta, visto che il pittore stesso dice "un buon momento lavorare è quando si è depressi o si hanno dei problemi, il dipingere scarica e ricarica" e incalza "quando guardo alcuni quadri rivedo lo stato d'animo di quando li ho dipinti".
Spiega: "Inizio facendo la base prospettica, poi disegno la struttura con il pastello, per grandi linee, e infine inizio a dipingere". Ormai per lui è diventato un rituale, come un percorso che bisogna necessariamente fare per riuscire ad arrivare all'acme della propria arte e aggiunge "L'acquarello non mi dà la stessa soddisfazione; è una successione di velature. Un quadro ad olio invece è solido, robusto, consente di improvvisare ed è una scoperta costante. Non è mai finito.
Dipingi, poi ci torni sopra e ci ritorni ancora finche non lo ritieni finito ... a volte si rischia anche di rovinare il quadro proprio perché si eccede. A quel punto , quando ci si rende conto di esagerare, bisogna metterlo da parte per qualche tempo ; dopo un po lo si riguarda con attenzione per rendersi conto dove il quadro è debole".
Ci vuole pazienza concentrazione e umiltà per guardare con occhi sempre nuovi la tela. L'artista sente talmente la sua opera che dà vita ad una sorta di simbiosi, destinata a continuare fino al momento del distacco, della vendita.
Tutto questo il pittore lo sa bene e infatti aggiunge "Alcuni quadri li rifaccio completamente se non mi convincono . Oltretutto, col tempo mi sono reso conto che le cose migliori vengono di getto e in particolar modo lavorando su quadri da distruggere. Si crea una sorta di casualità che per me domina ogni cosa della vita "Il caso, la sorte: "è questo ciò che dà vita ad alcuni colori imprevisti, che riguadagnano la tela a sorpresa. E' meraviglioso, e l'effetto incanta".
Non sono solo i colori, ma i quadri stessi ad ipnotizzare chi li osserva e Attilio commenta dicendo: "Spero di aiutare le persone a sognare. Non aver più bisogno di viaggiare fisicamente ma astrarsi mentalmente, viaggiare con la fantasia, modificare la base dei propri sogni ".
Ma ora Attilio deve lasciarci per tornare a dipingere, come dice lui: "qualsiasi soggetto, purchè portatore di luce e di colore".



F. Massaro










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